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07 Agosto 2013 | Martina Orzan

Resoconto inviato dal socio, e papà di Elena, Max Waiglein da Trakai (Lituania)

Che la festa abbia inizio! E che lo sport trionfi! 
A Trakai, una trentina di chilometri dalla capitale lituana Vilnius e circa 1800 km da Trieste ha avuto inizio con la cerimonia di apertura l’edizione 2013 del Campionato Mondiale Juniores, dove si contenderanno i titoli mondiali una sessantina di nazioni, da quelle europee a quelle nordamericane fino alla Cina e alle squadre sudamericane. Una festa di lingue e di usanze che si sono trovate tutte assieme stasera alle 19 all’interno del cortile del castello che da domani al 12 agosto farà da cornice alle gare. 
Le squadre, precedute dalle rispettive bandiere e rigorosamente in ordine alfabetico, si sono ritrovate all’interno della zona gare e hanno sfilato per Trakai per poi giungere al cortile del castello, dove si è svolta la cerimonia ufficiale, con gli interventi delle autorità lituane e della Federazione Mondiale Canottaggio, il cui presidente ha ufficialmente dato inizio ai giochi. L’atmosfera era a dir poco entusiasmante: la gioia e l’allegra delle centinaia di atleti riuniti e schierati per l’occasione erano oltremodo contagiose per le centinaia di genitori, parenti ed amici che hanno fatto cornice alla manifestazione, che si è conclusa con un spettacolo di canti e danze durante il quale centinaia di atleti hanno danzato e cantato all’unisono.
Il nutrito gruppo di sostenitori italiani, circa un centinaio fra genitori, fratelli, sorelle e parenti, saranno per la squadra azzurra un valido sostegno per questa edizione, che si presenta difficile per gli avversari con i quali si troverà a competere in acqua. Domani infatti la prima gara/batteria intorno alle 15.30, vedrà come primo equipaggio il nostro quattro senza opposto a avversarie quali Cina e USA, lo scorso anno prime e seconde agli stessi mondiali juniores. Ed è su questa barca che troveremo Elena Waiglein, la presenza Saturnia a Trakai, che insieme alle sue compagne di barca, dovrà affrontare gigantesche e monolitiche ragazze cinesi, americane o bielorusse. 
Ma già il fatto di essere su quelle acque, su quella barca, in questa manifestazione é per Elena motivo di soddisfazione e di onore per un’annata che grazie ai propri sacrifici, alla propria costanza ed allo sprone di Spartaco Barbo rimarrà sicuramente un’altra buona annata da incorniciare.
Il clima nella compagine azzurra è disteso e gli atleti sono motivati a portare a casa risultati per il tricolore, dopo un ritiro di circa un mese di allenamenti full immersion a Piediluco.
Resta da parte di quelli che restano in tribuna il compito di incitare a gran voce e di applaudire quei ragazzi e quelle ragazze che in quei duemila metri mondiali metteranno anima, corpo e soprattutto cuore per ottenere un bel risultato. E uno splendido risultato l’hanno sicuramente già ottenuto! Sono già tutti vincitori!

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