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11 Agosto 2013 | Martina Orzan

Ricevuto da Max Waiglein – Trakai

Che dire di più di quello che immagino si stia già parlando al Saturnia fra uno spritz e un toc’?
Alle 14 ora lituana parte una gara di tutto rispetto, una finale A che vede protagoniste le ragazze del quattro senza, con le rappresentative di USA, Germania, Polonia, Nuova Zelanda, Cina ed Italia, la prima finale A della giornata, dopo una mattinata dedicata a batterie di qualificazione e semifinali.
Le nostre ragazze le abbiamo sentite al telefono ieri sera e stamane (siamo gli unici genitori presenti delle quattro famiglie e un po’ di responsabilità c’è la sentiamo addosso anche nei confronti di Ludovica, Carmela e Giulia) e ci sono sembrate tese ma decise! Io sono riuscito a rubare loro qualche foto attraverso una grata e nonostante un severissimo servizio di security e apparivano concentrate ed in riscaldamento.
Alle 14 quindi dal tabellone compare l’ordine di partenza e…go!
Partenza! e su quella barca c’è il peso di mesi e mesi di allenamento, di sacrifici alle 5.30 del mattino, di corse poi a scuola, di esami a settembre, di pianti, di scoraggiamenti, di litigate e di abbracci con le tue compagne di barca, di grinta, di cuore…
Ai 500 metri il tabellone al quale tutto il pubblico volge lo sguardo registra la barca azzurra al quinto posto, ma giá ai 1000 le cose cambiano radicalmente, sono terze! E stanno crescendo! E dopo altri 500 metri eccole dietro alle americane. Ormai sono visibili, il mio obiettivo lungo può immortalare la progressione, un po’ penalizzata per la prospettiva ma le vedo volare sull’acqua, le vedo avanzare come se fosse quella barca bianco celeste che con Giorgia, Alessia e Silvia, ci avevano fatto piangere a Piediluco per quei due titoli italiani dello scorso anno! Il loro sincronismo è quello che vedo oggi, identico e ormai sono in dirittura d’arrivo: solo una trentina di maledetti centesimi le divide dalla barca USA ma il boato tricolore dagli spalti copre quello dei genitori americani, è la prima medaglia che la nazionale italiana porta a casa a Trakai. Altre ne seguiranno anche di diverso metallo, ma questa dá la stura alla festa azzurra!
E mentre la barca per inerzia prosegue, già le prime telefonate partono: la prima è doverosamente diretta a Spartaco, che mi aveva cercato prima dell’inizio della gara ma il cui squillo non avevo sentito, come non avevo sentito l’arrivo del suo successivo sms che mi inviava i suoi in bocca al lupo. È una telefonata un po’ caotica e confusa ma da un lato e dall’altro lato del telefono l’emozione si percepisce distintamente nonché probabilmente si sentono le mie lacrime e la mia vera emozione. Riesco a dire a quel brontolone di sergente dei Marines un “grazie” veramente di cuore e poi via alla telefonata con il Presidente e a quella successiva col Vicepresidente. E poi un susseguirsi di sms ad amici, genitori del Saturnia, con tecnici amici di altre società..
Nel frattempo le ragazze sono scese dalla barca e si avvicinano al podio, dopo essersi abbracciate lungamente tutte e quattro. Si tengono per mano, un gesto che ti fa scendere un’altra lacrimuccia e poi pronte per ricevere medaglia e mazzo di fiori dal Presidente della federazione mondiale. E nei loro occhi l’emozione finale è data dall’alza bandiera e dal l’inno che pur essendo Star and Stripes non toglie le lacrime di emozione dai loro occhi!
Alla fine, dopo gli abbracci e le foto di rito (anche col Presidente della Federazione Nazionale Abbagnale) eccole lasciare la zona podio e risalire su quella barca che le riaccompagna nella zona off limits destinata alle squadre. 
Poco dopo le quattro si presentano in zona pubblico, radiose e felici, ci abbracciano, ancora nei loro occhi una gioia incontenibile. “Avete telefonato ai vostri genitori?” chiedo subito loro, per far partecipi quanto prima coloro che vorrebbero essere qui ma non sono riuscito a farlo. Mi assicurano di sì e poi corrono ad abbracciare un altro equipaggio che ha appena attraccato in zona podio e che si è conquistato un oro di tutto rispetto.
Sono le 15.30, per oggi la giornata di regate a Trakai si è conclusa, domani ultimo giorno e cerimonia di conclusione dei giochi. 
Ma l’emozione per un grande obiettivo raggiunto resta ancora per lungo tempo nel cuore e nella mente di chi vi ha assistito, di colui che ha voluto condividere con voi le proprie sensazioni.
Arrivederci a casa!

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