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27 Agosto 2013 | Lorenzo Tedesco

Squadra:

4X+: Lorenzo Tedesco, Federico Duchic, Alessandro Mansutti, Simone Ferrarese, Tim. Stefano Gioia.

2X: Federico Parma, Nicolò Forcellini

Tecnico: Spartaco Barbo

Accompagnatore: Francesco Panteca (vice presidente)

Primo giorno, martedì 13 agosto: Pronti e via dal Circolo alle ore 8.00 con due camper, che saranno il nostro alloggio per tutta la settimana di trasferta, dopo aver fatto l’ultimo allenamento sul golfo di Trieste che Spartaco, bontà sua, ha voluto venisse fatto. Dopo ben 200 metri prima sosta in farmacia per prevenire i possibili disagi verificabili durante il viaggio. Quando tutto sembra sistemato si parte con destinazione “Svezia”, certi di essere inarrestabili. Giunti sulla Strada Costiera, in nostro impeccabile Stefano Gioia si accorge di aver dimenticato la Carta d’Identità. Qualche respiro profondo da parte di Spartaco per placare i bollenti spiriti, e via di nuovo verso il lungo viaggio. Già prima di lasciare Trieste la torta, made by Ferrarese, è già stata “spazzolata” per metà. Pranzo veloce in autogrill in Germania con la pasta preparata dalle sapienti mani di mamma Tedesco e le melanzane frutto delle attenzioni di mamma Duchic. Dopo un’intera giornata di viaggio, tra partite di ramino e briscola, i bianco-celesti si fermano alle 22.30 circa per passare la notte, rimpiangendo quasi di non essere pesi leggeri visti gli spazi ristretti e talvolta angusti (vedi vano-letto di Simone Ferrarese).

Secondo giorno, mercoledì 14 agosto: Ripartenza dall’autogrill tedesco verso le 7.00 per portare a termine il lungo viaggio e raggiungere finalmente la lontana Svezia. Dopo aver “macinato” ancora centinaia di chilometri in camper, i nostri canottieri vedono finalmente il mare. Spartaco fa una panoramica veloce per vedere se c’è almeno una barca a remi con 4 postazioni. Non c’è e così anche lui si deve mettere il cuore in pace “oggi niente allenamento”. Il momento è giusto per raggiungere il traghetto della compagnia “Scandlines” che si muove grazie a dei potenti motori e, non mostrando remi uscenti dalle fiancate, con disappunto di Spartaco non ha avuto bisogno del nostro aiuto. In poco meno di un’ora di traversata ci porta da Helsingor (Danimarca) a Helsingborg (Svezia), meta del lungo viaggio. Una volta giunti nel campeggio che accoglie i due camper triestini e i vacanzieri svedesi (talmente appassionati della vita da campeggio, che taluni addirittura potano il prato e si portano con sé vasi di fiori per abbellire il loro fazzoletto di terra), gli atleti si cambiano subito per affrontare una prima corsa di una trentina di minuti in modo da sgranchire e sciogliere le gambe dopo i 2 giorni di inattività. Corsa al buio verso le 21.00 sotto un cielo leggermente piovoso, in periferia di Helsingborg, caratterizzata in quella zona da un piccolo porticciolo e da tipiche casette del luogo, molto illuminate all’interno, immerse in un’atmosfera silenziosa e quasi misteriosa. Tornati dal giro di corsa, doccia veloce e cena preparata dall’ottimo cuoco Francesco Panteca, pronti a passare la prima notte in terra svedese.

Terzo giorno, giovedì 15 agosto: Svegliati e dopo aver fatto colazione, i canottieri dell’ardita spedizione si recano subito sulla spiaggia che sarà la location di tutta la manifestazione per costatare che anche lassù “el sol magna le ore”. Prima di tutto bisogna sistemare le barche, quindi gli atleti ed il tecnico Barbo si portano subito allo stand del cantiere Filippi, esordiente quale costruttore di imbarcazioni in questa specialità del canottaggio, dove ad accoglierli c’è il campione olimpico sloveno Itzok Cop, rappresentante del cantiere in quella sede. Molto disponibile per risolvere qualsiasi problema, Cop si è subito preoccupato di consegnarci l’imbarcazione a noi destinata. Dopo le varie sistemazioni delle misure da parte dell’attento Spartaco, è ora di provare la barca ed affrontare il primo allenamento in mare. Le sensazioni dei ragazzi e dell’esperto timoniere Gioia sono subito ottime, la barca tiene bene le onde ed il vento, e i nostri vogatori riescono ad interpretare nel modo giusto la palata in acqua. Unico problema è il timone, troppo esile e delicato per pilotare barche da 150 kg (nel caso della 4) in un mare non certo tranquillo. Per porre rimedio al problema Spartaco e Stefano trovano subito dei modi per rinforzarlo e prevenire quindi spiacevoli incidenti in gara. Dopo il secondo allenamento della giornata, al pomeriggio, la squadra del Saturnia decide di passare la sera prima delle regate a cena fuori per passare bei momenti di relax e di unione. Cena tanto ottima quanto cara, bisogna dirlo, come, del resto, è caro il costo della vita in quei Paesi del nord Europa.

Quarto giorno, venerdì 16 agosto: E’ il giorno della batterie, il giorno in cui si scaldano i motori e si testa il campo di gara, oltre che “prendere le misure” agli avversari. Primo equipaggio sociale a scendere in gara è il 4 di Lorenzo Tedesco, Federico Duchic, Alessandro Mansutti, Simone Ferrarese e Stefano Gioia (tim.). Partiamo volutamente arretrati, in modo da poter visionare al meglio il percorso di gara. Abbiamo però un’andatura superiore rispetto agli altri equipaggi, e, proprio in prossimità della prima boa, prendiamo la testa della gara. Una cattiva segnalazione del campo di regata però, induce in inganno il timoniere Gioia, che è costretto a virare di 90 gradi all’ultimo momento. Nulla è perduto però, non ci perdiamo d’animo, e colpo dopo colpo recuperiamo equipaggio dopo equipaggio, sino a giungere sul bagnasciuga in seconda posizione, dove tocca al prodiere Tedesco raggiungere il traguardo di corsa. Un balzo troppo anticipato giù dalla barca fa perdere terreno a Lorenzo, che rischia anche di farsi male dopo aver preso il remo della sua stessa barca sulla testa. Taglia il traguardo in terza posizione. Il 4 del Saturnia è in finale. Tutto sommato è stato un bene aver fatto qualche errore in batteria, ne teniamo debito conto e insegnamento. E’ poi la volta del doppio di Federico Parma e Nicolò Forcellini, che dopo una gara combattuta, raggiungono la terza posizione a poco più di trenta secondi dai primi arrivati. Anche oggi, la cena della nostra squadra si consuma in un tipico locale nel centro di Helsingborg per prepararsi al giorno delle finali.

Quinto giorno, sabato 17 agosto: Il grande giorno è arrivato. Siamo tutti concentrati e giustamente tesi per affrontare al meglio la gara più importante della trasferta. Dopo le finali B della prima mattinata, la prima finalissima in programma è quella del 4; teniamo gli occhi puntati sui francesi del Saint Malò e del Monaco, esperti per tradizione in questa specialità, senza trascurare i nostri connazionali dell’Elpis di Genova, Campioni Italiani uscenti. Partenza agguerrita per i sedici equipaggi finalisti, con il Saturnia subito tra le prime posizioni, dopo pochi metri però, viene dato segnale da parte dei giudici di gara di fermare la regata: un equipaggio francese ha commesso una falsa partenza. Tutto da rifare dunque. Al secondo “start” la nostra imbarcazione parte molto compatta e decisa, senza alcun calo di tensione e di adrenalina che poteva essere causato dalla precedente interruzione. Dopo lo sprint iniziale della partenza scendiamo sul passo mantenendo però la velocità e passiamo il primo giro di boa in prima posizione, tallonati dai fortissimi ragazzi della Russia. Passo deciso per tutti i 6i km di gara, senza mai mollare un colpo, senza sbagliare nulla, incoraggiandosi sempre a vicenda. Siamo primi sul bagnasciuga con circa 30 secondi di vantaggio sui diretti inseguitori della Russia. E’ il momento dello sprint finale sulla corsa per Lorenzo Tedesco, che questa volta appoggia i piedi perfettamente sulla sabbia; scatto finale tra la folla di tifosi, appassionati e curiosi, con la consapevolezza di stare per conquistare la prima posizione in un Campionato del Mondo per club.

Sorriso sulle labbra e felicità , della stanchezza non prendiamo neanche nota. Emozionante per Lorenzo sentirsi avvolto dalle urla di entusiasmo della folla sulle tribune e dietro le transenne, e nulla di più appagante è abbracciare il tecnico Spartaco, commosso e felice per la conquista del titolo iridato. Commovente quando ci sono corsi incontro per abbracciarci e festeggiarci, consapevoli di vivere momenti che ricorderanno per sempre. Ad incorniciare la nostra felicità sono stati i complimenti dell’olimpionico Cop. Dopo la Cerimonia dei Fiori e le foto di rito, l’attenzione si sposta sull’arrivo della finale del doppio. Lotta aperta per Federico Parma e Nicolò Forcellini, che dopo una partenza un po’ arretrata, recuperano alcune posizioni. Federico Parma giunge sulla spiaggia in quinta posizione. Buon piazzamento per i due giovani ragazzi del Saturnia, alla loro prima esperienza ad un Campionato del Mondo di Coastal Rowing, ma soprattutto ottimo punto di partenza in vista delle esperienze future. Dopo un pomeriggio di festeggiamenti ed un bagno (solo per pochi coraggiosi) nel freddo Mar Baltico, ci prepariamo per la cerimonia di premiazioni serale, sede di consegna delle medaglie e di successivi buffet e party. L’ultima specialità ad essere premiata è stata proprio quella del 4, segno del prestigio e dell’importanza di questa gara. Lorenzo Tedesco, Federico Duchic, Alessandro Mansutti e Stefano Gioia sono sul gradino più alto del podio con il nome e la bandiera del Circolo Canottieri Saturnia, per la prima volta Campione del Mondo in questa specialità. Il nostro quintetto, visibilmente emozionato canta con la mano sul cuore e sulla medaglia l’inno nazionale, sotto gli sguardi compiaciuti e commossi dell’allenatore Spartaco Barbo e del vice presidente Francesco Panteca. Un’emozione unica!

Dopo la breve cena a base di squisito salmone svedese, i nostri campioni hanno dovuto abbandonare la festa per mettersi subito in viaggio di ritorno.

Sesto giorno, domenica 18 agosto: Alle 3.00 di notte, arrivati in Germania, gli instancabili autisti si mettono a cercare una postazione dove poter passare qualche ora di riposo. Alle 7.00 sveglia per gli autisti Spartaco e Francesco, che si rimettono subito al volante, mentre gli esausti atleti continuano a dormire profondamente. Un viaggio di ritorno pesante per taluni, meno resistenti alle molte ore di macchina, ma tutto sommato molto più veloce rispetto al viaggio di andata. Alle 20.30 circa la comitiva sociale è già in Austria, dove decide di fermarsi presso una tipica Gasthoff per l’ultima cena della trasferta e festeggiare il titolo alle porte dell’Italia tutti insieme. Una birra ed una grigliata mista servita su una suggestiva carriola di legno: la giusta cena per coronare un’esperienza positiva come questa. Appena terminato il gustoso pasto, ultime ore di viaggio prima di arrivare a Trieste. Alle ore 01.30 di lunedì 19 agosto, i camper giungono presso il Circolo Canottieri Saturnia con un pizzico di commozione.

Al termine di tutte le operazioni di rientro, quando la comitiva era già in viaggio verso casa con le rispettive famiglie, il Vice Presidente Francesco Panteca, alle ore 02.30 posa, con emozione, esposta sul camper degli atleti, la vittoriosa bandiera del Saturnia.

Alle ore 08.30 dello stesso giorno tutti pronti per le pulizie dei Camper e verso mezzogiorno siamo stati accolti con grande emozioni dai nostri sostenitori “i soci del C.C. Saturnia”.

E’ così che termina un’avventura entusiasmante per i nostri ragazzi, che si sentono appagati dell’impegno profuso fin’ora, per il tecnico Barbo, che continua a veder maturare i frutti del suo lavoro, e per il Circolo Canottieri Saturnia, che vede la sua bandiera sventolare fiera sul pennone più alto.

GRAZIE SATURNIA

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